Carlo Scarpa e l’arte vetraria muranese

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Mostra temporanea dell’arte vetraria muranese al museo di Castelvecchio a Verona con i vetri di Carlo Scarpa. Fino al 29 Marzo 2020. La mostra celebra soprattutto due personaggi, uno è Carlo Scarpa l’altro è Giacomo Cappellin, imprenditore veneziano che nasce nel 1887 e inizia a lavorare nel mercato vetrario nel 1910 quando apre un negozio sul Canal Grande a fianco dell’hotel Bauer.

Carlo Scarpa vetro a tronco conico
Carlo Scarpa, vetro a tronco conico

1921 Cappellin & Venini

Più tardi, nel 1921 insieme al milanese Venini apre una vetreria con un taglio completamente nuovo, senza precedenti. I due portano come consulente artistico nella loro società il pittore Zecchin.

Zecchin era legato alla Secessione Viennese perciò nella prima parte della mostra ci sono alcuni vetri legati a questo periodo, poi ci sono dei vetri con disegno molto più sintetico legato al design minimalista. La vetreria ha immediatamente un successo straordinario e vengono anche citati dalle riviste come Domus. Purtroppo questo sodalizio durerà solamente 4 anni nonostante il grande successo. Per motivi personali i due soci si separano ma Cappellin ha un grande spirito imprenditoriale e prosegue l’attività.  Nel 1926 l’artista Zecchin si licenzia e subentra Carlo Scarpa un giovane laureato in disegno architettonico. L’innovazione che porta Carlo Scarpa sarà il piede a tronco conico che troviamo nei vasi sferici, un dettaglio che non si era ancora visto nei vetri soffiati muranesi.

I Disegni dall’archivio Carlo Scarpa

La mostra è compensata anche da bellissimi disegni che provengono dall’archivio di Carlo Scarpa.

Arte vetraria pesce Carlo Scarpa
Arte vetraria, pesce, Carlo Scarpa

Infatti nella mostra oltre alle 69 opere di arte vetraria ci sono 57 disegni originali autografati da Scarpa di quando lavorava nella vetreria e che sono conservati presso l’archivio Carlo Scarpa di Castelvecchio. 

Non sono mai stati esibiti al pubblico ma solo in questa occasione insieme alle fotografie storiche sempre conservate nell’archivio di Castelvecchio. Quando Scarpa inizia a lavorare per Cappellin segue le direttive del datore di lavoro e si rende interprete delle idee dello stesso Cappellin. Però nel 1928 inizia ad acquisire una certa autonomia artistica e si rapporta direttamente con i maestri vetrai. Decide di riscoprire tecniche antiche usate nel rinascimento veneziano però con lo stile contemporaneo, come si vede nei i vasi a reticello.

Vasi a reticello, vetri incamiciati, influenze artistiche…

Il reticello si ottiene disponendo file di canne di vetro molto fini in fasce orizzontali e fasce verticali che vengono fuse e soffiate insieme.

Nella mostra ci sono anche disegni per vetrate, con tutte le influnze artistiche del momento, metafisica, sintetismo, astrattismo, ecc… 

Bellissimi porta profumi, oggetti con decorazioni a foglia d’oro a foglia d’argento, i vetri incamiciati:

il vetro incamiciato è un metodo per ottenere dei vetri colorati, con sovrapposizione di un vetro sopra

Carlo Scarpa, polpo con murrine

l’altro e mischiati che crea a dettagli molto eleganti e unici e irripetibili. Bellissimi i vetri a forma di animali animali marini oppure anche piante come ad esempio il il polpo verde.

Murrine, decoro fenicio…

Altri oggetti nella mostra altri oggetti nella mostra sono le murrine ottenute mettendo un pezzettino di vetro caldo prima della fusione che soffiando si appiattisce si allarga ed ha l’effetto della decorazione detta Murrina. 

Unico vetro pulegoso è un elefante. Il vetro pulegoso è un vetro opaco con l’inclusione di bollicine di gas che hanno come risultato una superficie dell’oggetto con aspetto butterato. I vetri pulegosi sono molto rari. Altro pezzo meraviglioso il pesce a strisce fatto di diverse paste vitree e decoro fenicio, una delle tecniche di esecuzione più difficili: è un insieme di pasta vitrea e foglia d’oro. È un lavoro sicuramente molto difficile e di grande maestria. 

Le vetrine

Ultimo dettaglio di questa mostra legata Carlo Scarpa sono le vetrine per l’esposizione: sono le originali quelle disegnate da Carlo Scarpa per la mostra del 1960 a Verona sui vetri di Murano. Alcune di loro sono state restaurate, altre sono state rifatte.

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